NO alla violenza, SÌ all’eguaglianza

Giovedì, 25 novembre 2021.

Una data, una ricorrenza che pone l’accento su una battaglia che viene combattuta da tantissimo tempo; una lotta per porre fine alla violenza verso le donne, e, se vogliamo, verso chiunque non si conformi agli stereotipi di genere.

Come scuola questo argomento ci tocca molto da vicino, non solo perché il nostro staff è composto quasi interamente da professioniste ed imprenditrici, ma perché riteniamo che uno degli ingredienti per affrontare e forse vincere questa sfida, sia partire dall’educazione in tenera età.

Un’educazione questa, che dovrebbe partire in uno degli spazi più vitali ed importanti per lo sviluppo di ogni bambino: la scuola.

Gli stereotipi di genere

Se sei un maschietto devi giocare con le macchinine, devi essere forte, valoroso ed azzurro come il principe delle fiabe; da grande, magari uno scienziato o comunque un uomo in carriera.
Se sei femminuccia (termine che da sé, ha una accezione diminutiva)? Beh, devi essere una dolce principessina, e da grande una madre amorevole, alla peggio, una strega!

Questi i principali stereotipi che vengono diffusi nei libri, nei cartoni animati ed in molti dei media destinati ai più piccoli ma anche ai più grandi.

Di per sé, sono assolutamente innocui e parte di storie frutto della meravigliosa immaginazione di autori e artisti quali Hans Christian Andersen o i fratelli Grimm, per citarne di celebri. Bisogna tuttavia stare attenti che questa non diventi l’unica narrativa, l’unica visione e divisione di uomini e donne.

Il progetto POLITE

Siamo all’inizio degli anni 2000, e sulla scia della Piattaforma di Pechino l’Italia prende parte al progetto europeo POLITE (Pari Opportunità nei LIbri di TEsto). Come suggerisce l’acronimo, il progetto si pone l’obiettivo di diffondere una cultura di genere più equa e forte, che oltrepassi, in un ceto senso, la retorica del genere debole da proteggere.

Proprio sulla scuola il progetto ha concentrato molte delle sue forze: quel luogo dove i fanciulli e le fanciulle si preparano a diventare gli adulti di domani.

Polite ha per questo elaborato un “Codice di autoregolamentazione degli editori”, adottato da AIE (Associazione Italiana Editori), affinché i libri di testo vengano ripensati in ottica di una rappresentazione di uomini e donne più equilibrata e con meno stereotipi.

Il progetto ha suscitato diverso successo, interessando diversi partner nazionali ed esteri quali:

  • la Presidenza del Consiglio dei Ministri
  • Dipartimento per le Pari Opportunità
  • AIE (Associazione Italiana Editori) menzionata sopra
  • Portogallo (Commissao para igualdade e para os diritos das mulheres)
  • Spagna (Federation de Gremios de Editores).

Nonostante questa condivisione, tuttavia, i punti e gli obiettivi che POLITE si era prefissato sono rimasti perlopiù disattesi, ed il progetto è rimasto grossomodo una dichiarazione di intenti.

La battaglia continua

Siamo nel 2017, e la casa editrice Fabbri–Erickson ha deciso di avviare il progetto “Obiettivo Parità!“, prendendo in un certo senso da dove POLITE aveva lasciato, e continuando la lotta per dei libri di testo più inclusivi.

Vi invitiamo a visitare la loro pagina, per scoprire questa bellissima iniziativa!

E voi? Cosa ne pensate di questa tematica?

Scrivetecelo nei commenti!

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