La giornata nazionale dell’albero

Domani, 21 novembre è la giornata nazionale dell’albero, indetta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare allo scopo di tutelare e valorizzare i nostri principali alleati nella lotta al cambiamento climatico e all’inquinamento: gli alberi.

I nostri verdi e frondosi amici sono molto cari alla nostra scuola (dopotutto ci chiamiamo L’albero di Antonia!), e vorremmo celebrare con tutti voi questa ricorrenza.

Ma siamo pur sempre una scuola di lingue, quindi, in questo articolo vi raccontiamo qualche simpatico aneddoto sulla storia, la cultura, o le tradizioni dei paesi dove si parlano le lingue che insegniamo nei nostri corsi; il tutto con i nostri legnosi amici come protagonisti indiscussi!

L’albero di Natale

Iniziamo il nostro viaggio dalle fredde foreste della Germania del 16° secolo. In una notte d’inverno, Martin Lutero, il noto predicatore e riformista protestante, passeggiava assorto nei suoi pensieri intento a comporre un sermone. La leggenda vuole che, affascinato dalle stelle in cielo che sembravano tante luci tra i rami di un abete, provò a donare la stessa emozione alla sua famiglia, una volta tornato a casa, e decorò con delle candele accese i rami di un albero.

Da quel giorno, la tradizione dell’albero di Natale venne mantenuta, ed era usanza fare delle piramidi di ceppi di legna decorate con candele e sempreverdi.

Si sta avvicinando il periodo natalizio, se volete, provate ad addobbare questa variante dell’albero!

Se volete saperne di più.

L’alfabeto degli alberi

Cambiamo paese e periodo storico, e voliamo tra le verdi colline d’Irlanda e del Galles. Siamo intorno ai primi secoli dopo Cristo, e in quelle terre non si era ancora visto l’avvento del Cristianesimo, bensì, regnava ancora la cultura pre-cristiana delle popolazioni Celtiche.

Dovete sapere che allora non era diffusa la scrittura per come la conosciamo ora, ed in quelle terre si parlava un’altra lingua rispetto all’inglese di oggi: il gaelico.

Vi starete chiedendo cosa centri tutto questo con i protagonisti verdi della giornata: ebbene, l’alfabeto degli antichi celti era proprio ispirato alla flora e agli alberi!

Infatti, ogni lettera di quest’alfabeto chiamato Ogham, era chiamata come l’iniziale dell’albero da cui traeva ispirazione.

Per darvi un rapido assaggio:

  • A di Ailm, che era il nome antico del pino;
  • B di Beith, che era il nome antico della betulla.

Questo alfabeto era solitamente inciso su pietre o pezzi di legno, e le frasi composte assomigliavano a loro volta a degli alberi stilizzati.

Se volete provare a vedere come sarebbe stato il vostro nome scritto in Ogham, sbirciate il link sotto.

L’albero della libertà

Siamo ora in Spagna, vicino a Guernica la capitale dei Paesi Baschi, che molti di voi conosceranno per il celebre dipinto di Pablo Picasso, e per la sua tragica storia durante la Seconda Guerra Mondiale.

In questa città, si erge un albero di quercia molto famoso: il Gernikako Arbola (letteralmente L’albero di Guernica), sin dai tempi antichi simbolo della città ed in generale dei popoli baschi.

Storicamente, infatti, sotto le fronde di quell’albero venivano tenute alcune delle cerimonie più solenni di allora, come il giuramento dei sovrani di Spagna nel garantire la libertà e l’indipendenza dei popoli biscaglini.

Tutt’oggi, il Presidente del Governo Basco riceve ai piedi della quercia l’investitura ufficiale del suo incarico. Germogli della pianta, vengono inoltre spesso donati come simbolo di amicizia e fratellanza dalle autorità del paese.

Questo albero è talmente ricco di valore simbolico per quel popolo, da avere non solo un inno a lui dedicato, ma una vera e propria dinastia comprendente albero genealogico e stemma araldico!

La quercia della fede

Sempre di querce parliamo, ma questa volta, nelle terre di Francia, in Normandia.

Nella piccola cittadina di Allouville-Bellefosse sorge infatti un antichissimo albero, probabilmente il più vecchio di Francia, con più di 500 anni.

Cos’ha di particolare vi starete chiedendo, ebbene: questa quercia è stata trasformata in un luogo di culto dall’iniziativa del parroco del villaggio e dell’Abate locale nel 1600.

Il tronco dell’albero, dopo essere stato colpito e reso cavo da un fulmine, ora contiene la cappella di Notre-Dame-de-la-Paix (Nostra Signora di Pace), luogo di culto e pellegrinaggio per i devoti della Vergine Maria.

Una seconda cappella, Chambre de l’Ermite (Camera dell’Eremita), è stata costruita più in alto sul tronco dell’albero, come in una alta torre di un castello, raggiungibile tramite impalcature e scale.

Per quanto surreale possa sembrare questa vicenda, le due cappelle sono ancora in funzione, seppur di rado, in quanto l’albero inizia purtroppo a dare segni di cedimento. Tuttavia, due volte all’anno la Santa Messa continua ad essere celebrata all’interno della corteccia di questa vecchia quercia.

E voi? Conoscete altre curiosità e aneddoti sugli alberi?

Raccontateceli nei commenti!

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