Tre pedagogisti entrano in una scuola di lingue…

Se siete stati attenti nelle scorse settimane, avrete notato che sulla nostra pagina di Instagram abbiamo aperto una nuova rubrica. Ogni venerdì vi abbiamo presentato personaggi che con il loro pensiero hanno rivoluzionato la pedagogia e, di conseguenza, la didattica.

Nel caso ve lo foste perso, non temete! Facciamo un veloce ripassino:

1. Paulo Freire

La sua “pedagogia degli oppressi” sottolineava l’importanza di una didattica incentrata sul rispetto e la comunicazione reciproci, che eliminasse la dicotomia “maestro/studente” dove il primo era l’unico fornitore di conoscenza e il secondo un contenitore vuoto da riempire di informazioni.

2. Maria Montessori

Il metodo montessoriano è conosciuto in tutto il mondo per la sua visione del bambino come essere completo. In quanto tale, esso ha bisogni diversi da quelli dell’adulto, bisogni di cui l’insegnante deve tenere conto quando prepara le lezioni.

3. John Dewey

Dewey è il fondatore dell’attivismo pedagogico, che punta a liberarsi di una didattica basata sull’ascolto passivo e sul nozionismo per sostituirla con una versione più dinamica, in cui lo studente è parte attiva del processo di apprendimento.

Per quanto appartenenti tutti a culture diversi, i tre personaggi sopracitati condividono una convinzione fondamentale: la centralità dello studente nella classe. Sebbene con sfumature differenti, Freire, Montessori e Dewey sottolineavano l’importanza di rendere il bambino o la bambina il fulcro del processo educativo. Addirittura, la madre del metodo montessoriano sosteneva che il vero successo dell’insegnante arrivava quando questi diveniva “invisibile”!

Ora vi starete chiedendo: tutto molto bello, ma perché questa lezioncina di pedagogia?

Ma è evidente: la centralità dello studente è un punto cardine del nostro metodo!

A L’albero, infatti, le insegnanti si impegnano da sempre affinché le lezioni non siano sessioni frontali in cui loro parlano e i bambini ascoltano. Per far sì che l’apprendimento dell’inglese sia il più naturale possibile, è fondamentale che gli studenti diventino parte attiva della lezione. Per questo il nostro metodo si basa sull’approccio comunicativo e sul task-based learning, che fanno sì che i ragazzi non solo comunichino in lingua, ma che lo facciano per risolvere i problemi posti dalle insegnanti – proprio il tipo di didattica pensata da John Dewey!

Abbiamo a cuore ogni singolo studente e studentessa, e per questo le docenti de L’Albero instaurano con loro un rapporto di rispetto reciproco. In questo modo, si può sempre fare un passo indietro e ricalibrare le lezioni nel caso queste non stiano soddisfacendo i bisogni dei ragazzi. Proprio come sosteneva Freire, sappiamo bene che a volte è l’insegnante a imparare dallo studente!

Infine, per i più piccini adottiamo un approccio ispirato all’idea di Montessori secondo la quale i bambini e le bambine apprendono meglio tramite l’utilizzo di materiali pensati apposta per loro. Così, non stupitevi se passando dalla scuola, o sbirciando nello schermo della vostra piccola, vedete numerose forme di legno, cards con sopra vari disegni e anche giocattoli!

Con questo articolo, speriamo di aver gettato un po’ di luce sui nostri valori e sulle figure a cui ci ispiriamo per garantirvi un’esperienza di apprendimento dinamica, all’avanguardia e diversa da quella tradizionale. Nel caso vogliate approfondire, visitate la pagina sul nostro metodo e non esitate a chiedere direttamente al nostro staff!






Nel caso ti fossi perso i post e volessi recuperarli, non temere!

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